SEZIONE ESTERNA:

in questo link troverete un archivio molto nutrito di tutte le iniziative prodotte sia dai consiglieri comunali del PD (opposizione e maggioranza) e sia le iniziative messe in campo dai segretari di circolo del nostro partito. In particolare si possono visionare:

atti consiliari, richieste di consiglio comunale, interrogazioni, interpellanze, interventi in cons. comunale, emendamenti e osservazioni al bilancio di previsione, osservazioni al rendiconto e ai debiti fuori bilancio, accesso protocollo e password per accedere al sistema informatico, atti di diffida e messa in mora dell'amministrazione inadempiente, esposti procura, esposti sezione regionale corte dei conti, esposti procura corte dei conti, segnalazioni al Prefetto... e tanto altro ancora

domenica 27 febbraio 2011

Macchina giudiziaria in affanno nel distretto di Lecce, Brindisi e Taranto

Ogni anno cadono in prescrizione 18mila reati, un dato che evidenzia l'affanno della macchina giudiziaria pugliese. Un affanno legato soprattutto alla significativa carenza di personale. In servizio ci sono pochi magistrati togati, onorari, pubblici ministeri, ma soprattutto la pianta organica del settore amministrativo è ridotta all'osso.
Le situazioni peggiori si vivono in periferia, ove vengono registrate le maggiori difficoltà a poter operare.
A tal proposito non sono confortanti i dati che emergono dal distretto della Corte di appello di Lecce (che comprende anche la sede distaccata di Taranto), ove gli sforzi si sono triplicati per poter sopperire ai vuoti di organico ed in particolare il personale amministrativo è costretto a svolgere singolarmente numerosi procedimenti, senza che vi sia neanche un minimo di riconoscimento da parte delle autorità governative, che invece addossano i ritardi e i problemi alla magistratura.
Il presidente della Corte d'Appello, Mario Buffa, ha relazionato sull'andamento della macchina giudiziaria nel distretto di Lecce, Brindisi e Taranto in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario svoltasi nel palazzo di giustizia di Lecce.
Per quanto riguarda i tempi dei processi, in un panorama nazionale che consegna al Paese una Giustizia spesso sull'orlo del collasso, la situazione nel distretto salentino non sembra essere delle più compromesse. Dalla relazione del giudice Buffa esce fuori una "macchina" che, sia pure a fatica, ha ripreso il cammino. Brindisi, soprattutto, è la città dove lo svolgimento dei processi ha fatto registrare una incoraggiante velocizzazione. Meno bene vanno le cose a Lecce, mentre Taranto è fanalino di coda, nel distretto.
Il presidente Buffa, tra l'altro, ha detto: "l'organico del personale togato, nonchè quello del personale amministrativo, risulta inadeguato a fronteggiare l'incremento della domanda di giustizia ed a smaltire l'arretrato"; e ha aggiunto: "la situazione a causa dell'esorbitante carico di lavoro su denunziato, è particolarmente allarmante per le sezioni lavoro dei distretti pugliesi".
In particolare, analizziamo alcuni punti salienti riguardanti le problematiche che è costretto ad affrontare il Tribunale di Taranto:
L'emergenza criminalità, pare un punto purtroppo sempre più dolente, dato che i processi per questi reati trovano una notevole difficoltà ad estinguersi.
Per quanto riguarda i reati contro la pubblica amministrazione, c’è un’apparente caduta verticale. Nel corso del 2010 alla Corte d'Appello non risulta definito né pervenuto alcun processo per corruzione o peculato. Non se ne commettono più perché in Italia sono diventati tutti improvvisamente onesti o su questo tipo di reati non si indaga più a sufficienza perché nei giudici pare subentrata una sorta di demotivazione o comunque è più difficile indagare?
Risposte, nella sua relazione, il presidente Buffa non ne dà. Ma sottolinea come lo stesso governatore della Banca d'Italia abbia denunciato «quali e quanti condizionamenti derivano oggi allo sviluppo dell'economia dalla diffusione della corruzione».
Per quanto riguarda il traffico dei rifiuti, si evidenzia la scoperta dei traffici transfrontalieri di rifiuti nel porto di Taranto.
Per la tutela dell'ambiente, il "caso Taranto" è in primo piano. Una città "aggredita" dall'inquinamento, dove la procura, è impegnata su più fronti. Un'inchiesta relativa a numerosi decessi «per malattie professionali dovute all'esposizione all'amianto. Ma i problemi ambientali di Taranto, si identificano con quelli della grande industria, l'Ilva in particolare. Sono in fase di risoluzioni varie indagini per fatti di inquinamento di gravità tale da giustificare il ricorso a fattispecie di reato particolarmente rilevanti». Accertamenti sono in corso, nel quartiere Tamburi, per individuare la sorgente del berillio, una pericolosissima sostanza cancerogena, che ha contaminato la zona.
Inoltre, la situazione nelle carceri a Taranto è esplosiva, «La condizione dei detenuti, va diventando sempre più drammatica e inaccettabile per un paese civile che deve garantire anche a chi è in debito con la società condizioni minime di vivibilità rispettose della sua dignità di persona». Il sovraffollamento delle carceri, invece, costituisce «un ostacolo all'attuazione di un serio programma di recupero». Una situazione che porterà probabilmente alla disperazione.
Tutto questo disagio da bollino rosso che viveva e vive oggi in maniera più accentuata la nostra giustizia, non è stato certo aiutato da uno dei più recenti decreti ministeriali come quello del novembre 2009, dell’attuale Governo, che provvedeva in maniera drastica ad effettuare dei tagli sulle piante organiche dei singoli uffici dell'Amministrazione giudiziaria e, come se non bastasse, a ridurre pesantemente le fasce retributive assegnate in organico alle singole strutture.
(Vincenzo Scarano)

lunedì 31 gennaio 2011

Non ha più senso l'isola amministrativa del comune di Taranto nella zona orientale

 Nella Storia d’Italia edita da Einaudi, le isole amministrative sono così definite: “Zone territorialmente isolate, a qualche chilometro di distanza, dal corpo del comune e incluse fra altri comuni. Una soluzione sentita come funzionale fino al secolo XVIII, quando un comune posto in una piana o lungo una valle largamente invasa da colture, aveva frequentemente in un’area a parte, posta di regola sui monti vicini, pascoli e boschi indispensabili per la vita delle popolazioni”. Dal generale al particolare, ci sono prove che nella Provincia di Taranto, costituita nel 1923, già nel 1886 ci fu una riunione di Giunta del comune di Monteparano in cui si chiedeva al Sotto-Prefetto del Circondario di Taranto di convocare un Consiglio Comunale in seduta straordinaria per “redigere preghiera al real Governo di voler promuovere una legge, mediante la quale venga ad espandersi questo angusto e ristretto territorio, comprendendovi le Masserie appartenenti a diversi naturali di questo stesso Comune, segregando detti fondi dal territorio tarentino, ove sono obbligati di andare a pagare la contribuzione diretta e la sovrimposta comunale, senza percepirne un utile qualsiasi”. Arriviamo ora ai giorni nostri per constatare, con rammarico, che le isole amministrative, nate in particolari circostanze, esistono ancora pur essendo cessato l’originario contesto storico. Negli anni tutti i comuni interessati, anche con azioni collettive, hanno mosso dei passi verso l’appropriazione dei territori confinanti dell’isola amministrativa di Taranto, ma l’unica che si è risolta con successo, grazie ad un’azione di coordinamento della Regione, è quella del Comune di Roccaforzata. Per questi Comuni sarebbe un'esperienza estremamente positiva, che darebbe risultati utili per le amministrazioni e, soprattutto, per i cittadini. Si pensi per esempio al Comune di Lizzano che ha nel suo agro la zona marina della Torretta e Marina Piccola, entrambe isole amministrative di Taranto.
I due territori sono caratterizzati dal bel mare e nella prima è presente ancora una torre di avvistamento saracena chiamata Torre Zozzoli, o popolarmente Torre Sgarrata (per il suo stato strutturale). Queste potenzialità potrebbero fruttare al Comune introiti derivanti da ICI, tasse varie, parcheggi, ecc., che si tradurrebbero in sviluppo ed occupazione per i propri cittadini. Il comune di Taranto, invece, pur percependo i vari introiti, non provvede alle necessità del vivere civile, quali: opere di urbanizzazione (mancano ancora l’acqua e le fogne), una attenta raccolta dei rifiuti, parcheggi, viabilità, sicurezza. Sarebbe dunque estremamente significativo se il Comune di Taranto, d'intesa con i Comuni interessati, avviasse la procedura di cessione dell’isola amministrativa. Ciò eliminerebbe ostacoli ed equivoci a qualunque genere di gestione e, ancora più importante, agevolerebbe la razionale formulazione di piani urbanistici e di progetti economici e di servizi. In poche parole una migliore e più funzionale programmazione del territorio. Per non parlare poi della ormai conosciuta nota dolente di quella che è una delle più grandi discariche d’Europa di rifiuti speciali provenienti da tutta Italia, che fa parte dell’isola amministrativa di Taranto ma insiste a soli 2 km da Fragagnano, Lizzano, Monteparano e Roccaforzata. Ci chiediamo: se potessimo amministrare questa zona, saremmo forse più interessati del Comune di Taranto (sito a decine di chilometri), a risolvere il problema del terribile odore che ammorba il nostro odorato, soprattutto nelle ore notturne? La risposta ci sembra ovvia! Nel 2007 il vicepresidente del Consiglio regionale, Luciano Mineo e il consigliere regionale, Paolo Costantino diffusero una nota in cui si invitava il Sindaco di Taranto “a prendere in seria considerazione l'ipotesi di cedere le isole amministrative ai Comuni del territorio provinciale nelle cui prossimità sono ubicate. Troviamo profondamente ingiusto che il Comune di Taranto continui a restare proprietario di aree site a decine di chilometri dalla città, soprattutto quando - è il caso dell'isola amministrativa confinante con diversi Comuni del versante orientale, a cominciare da Fragagnano - esse sono utilizzate da decenni per ospitare impianti di smaltimento dei rifiuti”. Per il capoluogo ionico però, la gestione di queste aree potrebbe rappresentare una strategia. L’arch. Mario Romandini dell’Ufficio Urbanistica fece notare allora che “soprattutto quelle più vicine al mare potrebbero essere sfruttate puntando verso un turismo di qualità. Decidere se cederle o meno è sicuramente una valutazione oltre che tecnica anche politica. Chiaramente quelle isole, come per i comuni limitrofi anche per Taranto, potrebbero diventare fonti produttive. E’ logico, però, che vanno fatti degli investimenti. I fondi necessari potrebbero arrivare dal Piano di Area Vasta”. Purtroppo, il Comune di Taranto sembra aver scelto di non cederle, infatti nel suo «Progetto di Città 2010», alla voce «Isole amministrative», così scrive: “Fondamentale il Protocollo d'Intesa tra Consorzio ASI, Camera di Commercio, Apt, Confcommercio, Comune di Taranto e Regione Puglia (Assessorato all'Urbanistica e al Turismo) per la creazione di un "Polo Turistico- Ricettivo" mirante alla riqualificazione ambientale e alla valorizzazione dell'intero territorio del versante jonico orientale”. Fine di un sogno? No, noi non smetteremo mai di sognare e continueremo con tutte le nostre forze a lottare
perché i sogni diventino realtà.
(Gaetano Marangi)

giovedì 23 dicembre 2010

Solidarietà alla Campania e legittime preoccupazioni del nostro territorio


La manifestazione anti-discarica, che si è svolta a Lizzano domenica 12 dicembre, ha dimostrato ancora una volta che il problema derivante dalla convivenza tra cittadini e impianti di sversamento, non accenna ad avere una soluzione definitiva. Se i più integralisti ritengono che la discarica debba essere chiusa senza se e senza ma, i possibilisti chiedono invece che gli organi di controllo vigilino sull’effettivo rispetto da parte dei gestori, della normativa posta a tutela della salute pubblica e dell’ambiente. Entrambe le posizioni sono compatibili con l’idea di fondo che lo Stato a tutti i livelli, dalla Regione al Comune, non gode più di quella autorevolezza che dovrebbe fugare ogni dubbio sulla bontà degli atti adottati dai propri organi. Strumenti quali le Autorizzazioni Integrate Ambientali (AIA) si dimostrano, in molti casi, degli iter burocratici che bisogna rispettare solo perché facenti parte del procedimento autorizzativo delle discariche e non per stabilire le condizioni che garantiscono la conformità degli impianti ai requisiti previsti dalle norme in materia. Le prescrizioni riservate ai gestori di queste discariche, d’altra parte, rimangono fumose e intangibili perché non si è a conoscenza di chi realmente andrà a controllare la loro applicazione e chi eventualmente dovrà erogare le sanzioni per il loro mancato rispetto. L’inevitabile risultato di questo atteggiamento è che le Istituzioni continuano a riscuotere poca fiducia. La diffidenza verso i provvedimenti adottati dagli Enti Locali e la paura che la salute sia in pericolo, sfocia nella manifestazione del pubblico dissenso da parte dei cittadini inermi. E’ comprensibile quindi che anche la solidarietà rivolta alla popolazione campana, intesa come atteggiamento di benevolenza e comprensione, di sforzo attivo e gratuito (atto a venire incontro alle esigenze e ai disagi di qualcuno che ha bisogno di un aiuto), venga messa in discussione se chiesta nel contesto di un diffuso sentimento di inaffidabilità che si nutre nei con fronti di soggetti che a giorni alterni sentono l’esigenza di riaffermare un’idea di Stato forte, autorevole e solidale. L’emergenza dei rifiuti campani che già in questi giorni sta interessando la Puglia è da contestualizzare in una situazione in cui i cittadini, nell’esprimere il proprio disagio nel vivere vicino ad una delle discariche più grandi d’Europa, si sentono da troppo tempo soli e poco ascoltati. Il rimpallare tra Regione e Provincia la competenza a decidere sulle autorizzazioni , l’affievolimento del ruolo dei comitati per l’ambiente in seno alle conferenze dei servizi, le inascoltate osservazioni riguardanti la messa a norma degli impianti, riducono fortemente la nostra naturale predisposizione ad essere solidali. Il messaggio che la manifestazione di Lizzano ha voluto trasmettere ai principali responsabili dello scempio ambientale che vive il nostro territorio è stato semplice e deciso: “chiediamo che venga riconosciuto alla cittadinanza, interessata dal problema delle discariche, il diritto alla salute previsto dal testo costituzionale”. La salute definita dall’art 32 della Costituzione, come “diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività”, è l’elemento che questo Stato e le sue articolazioni dovrebbero tutelare attraverso il mantenimento di un ambiente salubre e attraverso l’eliminazione di possibili fattori inquinanti scientificamente correlati con l’insorgenza di particolari patologie. Molti giornali e tv locali hanno voluto ridimensionare questo importante messaggio, interpretando il dissenso come l’indisponibilità ad offrire solidarietà alla regione Campania e non come legittimo timore che, anche questi rifiuti, potrebbero causare un aggravio alla situazione ambientale. Dipende anche dalla sicurezza e dalla conformità dei rifiuti che arriveranno in discarica il contenimento degli effetti negativi prodotti sul territorio. La classe politica si riappropri delle sue più importanti prerogative ed assuma degli impegni concreti per ristabilire il livello di vivibilità che Lizzano e i comuni limitrofi, si meritano.
(Pietro Chetta)
                                              
All'interno:

martedì 30 novembre 2010

Scuole e strade le priorità della Provincia. Intervista all'assessore Mancarelli

Abbiamo incontrato l'assessore Giampiero Mancarelli nel suo ufficio al quarto piano del “Palazzo del Governo” alle prese con la difficile quadratura dei conti dell'Amministrazione provinciale. La prima domanda non poteva che riguardare la situazione finanziaria della Provincia.Così l’assessore. 
La Provincia di Taranto, così come tutte le province italiane e, più in generale, i comuni e le Regioni, si trova in una situazione di seria difficoltà causata dai pesanti e indiscriminati tagli del Governo nazionale. Per quanto ci riguarda stiamo cercando di ridurre al minimo l'impatto negativosui cittadini attraverso una politica di rigore finanziario.   

Viste anche queste ristrettezze economiche su quali settori si concentrerà l'impegno dell'Amministrazione? La scelta strategica di questa Amministrazione è quella di contribuire, attraverso un'opera di coordinamento e di programmazione, allo sviluppo complessivo del nostro territorio. In particolare, le nostre priorità sono fondamentalmente due: le scuole e le strade. Anche perchè intendiamo privilegiare quegli investimenti che puntano sul futuro dei giovani come, appunto, quelli a favore dell'istruzione pubblica.  
Quali sono i principali interventi previsti? Per spiegare quello che stiamo facendo è necessario chiarire le ragioni di qualche ritardo nella realizzazione di alcune strutture che sono state messe in cantiere. Purtroppo, in passato siamo stati costretti ad affidare le opere pubbliche con il sistema del massimo ribasso che spesso determina la necessità che si debbano aggiornare i costi, provocando un allungamento  dei tempi di realizzazione. Per evitare questi inconvenienti siamo passati ad affidare i lavori col sistema dell'offerta più economicamente vantaggiosa, ottenendo in questo modo maggiori garanzie dal punto di vista sia della sicurezza, che della qualità, oltre che del rispetto dei tempi. Comunque, anche se affidate col sistema del massimo ribasso, non abbiamo avuto particolari problemi nella realizzazione della scuola media superiore di Mottola e nel completamento e nella messa a norma di quella di Palagiano.
E per quanto riguarda il versante orientale della provincia? Stiamo risolvendo i problemi che si erano determinati per l'ITIS “Del Prete” di Sava, causati proprio dal meccanismo del massimo ribasso. Sto seguendo molto da vicino la questione: la ditta appaltatrice ha accettato il crono programma che abbiamo proposto e, pertanto, potremo disdire il contratto di fitto dei vecchi locali l'anno prossimo, in quanto contiamo che i lavori della nuova sede potranno essere terminati in tempo utile per potervi iniziare il nuovo anno scolastico ad ottobre del 2011.  
Cosa è previsto per le strade e la viabilità? L'opera pubblica strategica per questo territorio è la Bradanico-Salentina. Dopo le modifiche del progetto da parte dell'ANAS, i comuni di Sava e Manduria hanno già adempiuto alle procedure burocratiche di loro competenza, purtroppo,non altrettanto ha fatto il comune di S. Marzano. Nonostante questo contiamo comunque di dare avvio ai lavori in tempi brevi anche grazie al personale impegno del Presidente Florido insieme a quello dei Presidenti delle altre Province interessate che sono Matera, Brindisi e Lecce. L'obiettivo comune, che è assolutamente a portata di mano, è che l'opera, possa essere ultimata entro il 2014.
(Pino Mellone)

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